{"id":2421,"date":"2018-07-31T18:29:48","date_gmt":"2018-07-31T16:29:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.informaticamente.cloud\/?p=2421"},"modified":"2018-07-31T18:29:48","modified_gmt":"2018-07-31T16:29:48","slug":"le-imprese-rosa-oltre-quota-un-milione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.informaticamente.cloud\/?p=2421","title":{"rendered":"Le imprese rosa oltre quota un milione"},"content":{"rendered":"<p class=\"first-letter\">L&#8217; impresa femminile \u00e8 giovane, abita nel Mezzogiorno d&#8217;Italia e cresce a un passo doppio rispetto a quella maschile.<br \/>\nLo dicono i dati Unioncamere, che registrano nel 2015 un pi\u00f9 0,4%; un progresso piccolo piccolo, ma le aziende femminili attive in Italia fanno comunque meglio della media delle aziende, che si limita a +0,1 per cento, e procedono con una velocit\u00e0 doppia rispetto a quelle degli uomini . Una pattuglia di 1 milione e 153mila realt\u00e0, con Trentino Alto Adige (+1,3%), Calabria (+1,2%) e Toscana (+1,1) nel ruolo di traino.<\/p>\n<p>Lombardia, Lazio e Campania si aggiudicano il podio per numero di imprese femminili presenti in Italia: da sole ne detengono pi\u00f9 del 33 per cento. Se si guarda invece al tasso di femminilizzazione, questo indicatore raggiunge i livelli massimi (oltre il 26%) in Molise, Basilicata e Abruzzo. Pi\u00f9 in particolare \u00e8 Benevento la capitale delle donne che fanno impresa: tre imprese su 10.<\/p>\n<p>I dati fotografano anche una diversa composizione per settori: le imprese al femminile rappresentano il 22,4% del totale Italia, ma sono presenti in maggioranza nel settore agricoltura, dove arrivano al 29% delle attive, e sono pi\u00f9 che numerose anche nei servizi (25,8%). In quest&#8217;ultimo campo si arriva a percentuali superiori al 50% (fra lavanderie, parrucchieri, estetiste e benessere in senso ampio). La percentuale delle imprenditrici nel tessuto produttivo nazionale raggiunge livelli superiori alla media anche in ambiti quali i servizi alla persona (49%), la sanit\u00e0 e l&#8217;assistenza sociale (38%), l&#8217;istruzione (29%), l&#8217;alloggio e ristorazione (29%). L&#8217;industria si ferma al 10,4 per cento (ma nel manifatturiero arriva a toccare il 17,3%).<\/p>\n<p>Quando le donne scommettono sull&#8217;impresa lo fanno scegliendo in prevalenza la forma giuridica pi\u00f9 semplice: quella individuale arriva al 71%, tuttavia le cooperative raggiungono un&#8217;incidenza a livello nazionale del 20 per cento.<br \/>\nE fa ben sperare che l&#8217;impresa giovane parli sempre di pi\u00f9 al femminile. Si trovano soprattutto tra gli under 35 le donne che scommettono sull&#8217;arte dell&#8217;intraprendere mettendosi in proprio: quasi un a impresa su tre tra quelle di under 35 (548mila in Italia) \u00e8 a trazione femminile. Complessivamente si tratta di oltre 152mila unit\u00e0, pari al 28% del totale delle imprese giovani. Come a dire che fra i giovani imprenditori la parit\u00e0 di genere sembra essere un traguardo finalmente raggiungibile.<\/p>\n<p>I dati vanno letti tenendo conto della classificazione: per le societ\u00e0 di capitale si definisce femminile un&#8217;impresa nella quale la partecipazione \u00e8 superiore al 50%, mediando fra quote di partecipazione e cariche attribuite. Nelle societ\u00e0 di persone e cooperative vale la met\u00e0 almeno di soci donna, mentre per le ditte individuali si guarda alla titolarit\u00e0.<br \/>\nLa crescita \u00e8 comunque trasversale: riguarda le imprese con presenza femminile esclusiva (che sono 974mila. +0,3%), forte (143mila, +1%) e maggioritaria (+1,6%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217; impresa femminile \u00e8 giovane, abita nel Mezzogiorno d&#8217;Italia e cresce a un passo doppio rispetto a quella maschile. 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